Inps calcolo pensione

Quando andrò in pensione? Quanto prenderò di pensione? Sono domande frequenti al giorno d’oggi, con l’incertezza di un sistema pensionistico che ogni giorno anzichè costituire una fonte di rassicurazione per i cittadini lavoratori sta diventando un ginepraio di incertezze e paure. L’Inps (istituto nazionale previdenza sociale) in questo senso è spettatore spesso non protagonista, nel senso che se le casse sono vuote è colpa di politiche sbagliate del governo che ha provato a porre rimedio con riforme come quella Fornero che certo hanno migliorato la situazione per lo Stato ma non per i cittadini).

Quando andrò in pensione con l’Inps

Per rispondere alla domanda quando andrò in pensione con l’Inps ci sono validi strumenti. Innanzitutto però va detto che nel nostro Paese le regole per quel che riguarda il calcolo pensione e la previdenza sociale sono complicate e spesso oggetto di continui cambiamenti.

Ciò che vale oggi potrebbe non valere domani, e se questo può essere a volte una cosa positiva, ci sono anche degli esempi di modifiche a danno dei cittadini lavoratori. L’ultima sostanziale modifica è del 2012 e si spera che si ponga rimedio alle tante lacune di questa legge con la riforma Renzi che però tarda ad arrivare. La conseguenza è che per un normale lavoratore Inps è difficile capire cosa gli riserverà un futuro. Ma esistono metodi di calcolo pensione che offrono la possibilità di farsi un’idea della propria situazione, a patto però di conoscere una serie di elementi importanti.

Calcolo pensione

In questo modo di può capire abbastanza semplicemente la data in cui si maturerà il diritto ad andare in pensione e quella in cui sarà possibile accedervi effettivamente. Perchè al momento tra la teoria e la pratica ci sono ancora parecchie differenze. Vediamo innanzitutto quali dati bisogna conoscere su se stessi per capire quando si può andare in pensione con l’Inps. Innanzitutto bisogna partire dalla propria data di nascita, e fin qui tutto semplice.

Poi i contributi totali accreditati in anni o in settimane, compresi quelli figurativi o da riscatto. Di questi, bisogna conoscere quelli effettivi. Insomma bisogna conoscere per il calcolo pensione questi dati e indicare la somma dei contributi da lavoro, maternità obbligatoria, servizio di leva, infortunio, malattia e cassa integrazione ordinaria. Bisogna poi indicare la data alla quale i contributi sopra indicati si considerano maturati in modo certo. Ci sono poi altre informazioni da indicare da parte del lavoratore, vale a dire se uomo o donna e se dipendente o autonomo.

Conoscere la pensione

Ci sono poi informazioni importanti per conoscere la pensione, anche Inps, riguardanti il datore di lavoro: se pubblico, privato, e se appartiene al settore scuola. Bisogna poi indicare la priorità per il pensionamento, se si desidera la prima data possibile o se non si vuole alcuna decurtazione. Insomma bisogna decidere se si vuole conoscere la prima data possibile per andare in pensione oppure se si vuole conoscere la data naturale che non comporti alcuna decurtazione economica. E’ necessario poi indicare l’opzione contributivo per le donne.

Inps calcolo pensione

Pensione anticipata

Decidere per il sì se si vuole la pensione anticipata o no in ogni caso. Va considerato che l’uscita con opzione contributiva, per le donne, rappresenta un motivo di forte decurtazione sulla pensione. Per il calcolo pensione bisogna poi conoscere la situazione relativa ai contributi dopo la data indicata, vale a dire se i versamenti proseguono o se si interrompono. Questo vale ad esempio nel caso si continuano a versare all’Inps o ad altro ente i contributi volontari.

Calcolo della speranza di vita

Infine poi bisogna effettuare il calcolo della speranza di vita: in questo caso si può utilizzare lo scenario Inps o lo scenario Rgs. Il primo è quello Istat su base 2007, il secondo è quello usato dalla ragioneria generale dello Stato, su base Istat 2011. Fornite tutte queste indicazioni per il calcolo pensione, sarà possibile conoscere una serie di dati Inps, come a data in cui maturano i requisiti, quando si avranno, a seconda dell’età, l’importo dei contributi totali, l’importo dei contributi effettivi, la quota raggiunta, il tipo di pensione, e la data a partire dalla quale decorre la pensione.

Pensione Inps

Bisogna comunque considerare che si tratta di dati indicativi e che ci possono essere variabili o errori comuni che provocano l’errore nel calcolo della pensione Inps. Ad esempio bisogna considerare che il calcolo pensione viene effettuato per le pensioni che maturano a partire dal primo gennaio 2012, in base alla legge del 2012. La famosa legge Fornero, chiamata anche decreto Monti o salva Italia che Salvini vuole abrogare con un referendum nel caso in cui il governo Renzi non ponga rimedio con una riforma in tempi brevi.

Il calcolo si riferisce anche alle relative circolari Inps per lavoratori privati e per dipendenti pubblici. Ma è un calcolo che tiene anche conto di quello che è stato chiamato il decreto Milleproroghe. Invece non comprende il pensionamento flessibile per chi ha cominciato a lavorare dal 1996 e le norme che agevolano i lavori usuranti. Comprende invece le eccezioni per i lavoratori che dovrebbero aver maturato il diritto pensionistico Inps nel 2012. Ci sono invece quelle pensioni maturate al 31 dicembre 2011, che vengono calcolate sulla base si tabelle di leggi precedenti al 2012.

Contributi da riscatto

Chi effettua questo calcolo pensione deve anche tenere presente che c’è il presupposto della prosecuzione dell’attività lavorativa, con la continuazione del regolare accredito dei contributi. Si può scegliere la data di pensionamento più vicina a meno che non si abbia alcuna fretta nell’andare in pensione Inps e non si voglia correre il rischio di incorrere in alcuna decurtazione Inps. C’è anche la presa in considerazione dell’opzione offerta alle lavoratrici fino all’anno prossimo di andare in pensione a 57-58 anni con pensione di anzianità nel sistema contributivo. Si tratta per la maggior parte dei casi della possibilità si uscita dal mondo del lavoro più vicina. Come detto i contributi effettivi Inps sono quelli decisi dal decreto milleproroghe e si riferiscono al conseguimento della pensione anticipata e senza riduzioni fino al 2017. In questo caso valgono i contributi da riscatto. Per il calcolo pensione completo potete visitare questa pagina.

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