Thursday October 23rd 2014
Pubblicato il: lunedì, gennaio 20th, 2014

Riforma pensioni 2014: ultime notizie e sviluppi lavoratori precoci, quota 96 e esodati

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Il governo è alle prese con il sempre più possibile rimpasto dell’esecutivo o addirittura ad un Letta bis con una squadra di Ministri quasi del tutto nuova.

Altro dato importante di questa settimana politica è la brusca accelerata data da Matteo Renzi alle riforma elettorale che sarà discussa per la prima volta alla Camera dei Deputati lunedì 27 gennaio 2014.

Il sindaco di Firenze ,nonché attuale segretario del Pd, ha incontrato ieri presso il Nazareno la sede storica del partito Democratico a Roma, incurante del veto posto dalla corrente bersaniana minoritaria del partito, il leader indiscusso del centrodestra Silvio Berlusconi e dopo due ore di accesa discussione i due uomini politici di spicco hanno trovato l’intesa su una bozza di riforma elettorale da sottoporre al voto prima della Camera dei Deputati e poi del Senato.

In questo caos politico il nuovo segretario del Pd ha dimostrato che quando si vuole qualcosa anche in politica la si può fare.

Molti sperano che con la stessa forza con la quale è stato affrontato il problema della riforma elettorale vengano affrontati altri problemi che da troppo tempo non vengono risolti come la riforma del lavoro e come anche la riforma delle pensioni.

Matteo Renzi non si è mai pronunciato sull’attuale riforma delle pensioni anche se ha sempre dichiarato che la prossima riforma urgentemente da fare è quella del lavoro.

In Italia per creare nuovi posti di lavoro servono riforme choc ma oltre che ridare fiato all’economia c’è bisogno del famoso ricambio generazionale.

Il ricambio generazionale non può assolutamente avvenire con un sistema pensionistico che prevede che l’età per l’accesso alla pensioni sia per tutti al compimento del sessantaseiesimo anno di età ma bisogna prevedere di liberare posti di lavoro permettendo a chi ha conseguito il massimo dei contributi di andare in pensione.

In questa ottica è nata l’idea dell’attuale Ministro del Lavoro Enrico Giovannini del “prestito pensionistico” in pratica di permettere a chi ha compiuto il sessantaduesimo anno di età ed ha raggiunto i trentacinque anni di contributi di poter andare in pensione con una retta mensile pari all’85% di quella spettante.

Al compimento del sessantaseiesimo anno di età l’ex lavoratore potrà accedere all’effettiva pensione però con un vitalizio mensile decurtato dal 10 al 15% dell ‘importo mensile per la restituzione delle somme percepite con il “prestito pensionistico”.

Una simile proposta garantirebbe l’accesso alla pensione a categorie come lavoratori precoci e usuranti, agli esodati ed i quota 96 che si sono visti negare l’accesso alla pensione con la nuova riforma della Fornero.

Anche Matteo Renzi ed i suoi riesaminando la proposta Giovannini in tutti i dettagli darebbero sicuramente l’assenso visto che indirettamente creerebbe la possibilità di nuovi posti di lavoro.

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