Tuesday September 30th 2014
Pubblicato il: giovedì, novembre 14th, 2013

Legge stabilità 2013-2014: ultimi aggiornamenti e novità su pensioni, dipendenti pubblici, Imu e no tax area

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Questa Legge di Stabilità porterà con sé un numero altissimo di emendamenti secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa Public Policy che dovrebbero essere circa 90 di cui 70 già al vaglio del ministero per i Rapporti con il parlamento; successivamente le proposte verranno esaminate in base alle coperture necessarie dalla Ragioneria dello stato.

Molte proposte saranno inerenti a norme che non hanno trovato spazio nel decreto istruzione e nel decreto pubblica amministrazione del 31 ottobre e quindi proroga dei contratti della P.A., le graduatorie della scuola, sport, editoria, salvaguardia degli esodati e rifinanziamento della Cig; grande attenzione è stata riservata anche al mondo della cultura e molti emendamenti interesseranno il teatro alla Scala di Milano, il commissariamento del teatro Petruzzelli di Bari, finanziamenti a musei e fondazioni liriche senza dimenticare la proroga dei contratti per il personale impiegato nei settori culturali.

Alcune norme a sostegno dell’editoria che risulta come tanti altri, un settore in crisi, verrà presentata sotto forma di emendamenti e pensiamo alla proroga sino al 31 dicembre 2016 del sistema delle tariffe postali massime o anche all’aliquota ridotta al 10 % estesa agli abbonamenti per le testate giornalistiche.

Questi sono solo alcuni degli aspetti che i vari emendamenti cercheranno di salvaguardare, ma se consideriamo il numero iniziale di quelli proposti, si capisce che molti di essi sono stati dichiarati inammissibili oppure fatti decadere dagli stessi partiti.

Anche sulle pensioni ci sarà molto da discutere, in primo luogo sulla proposta più attendibile che pare essere quella di estendere la rivalutazione piena degli assegni in base al costo della vita dagli assegni di 1500 euro lordi mensili per portarla a quelli di 2500 euro.

Sulla seconda rata Imu il premier Letta non lascia spazio a dubbi e pertanto non si pagherà, anche se si dibatte aspramente sulla Trise, la nuova tassa sulla casa che prenderà il posto di Imu e Tares a partire dal prossimo anno.

La maggioranza si confronterà anche su un’altra proposta che appare piuttosto controversa, cioè innalzare la no tax area da 8 mila euro per i dipendenti e 7 mila e 500 euro per i pensionati in base ai parametri attuali, sino a 12 mila euro; entro questa fascia di reddito tutti i cittadini non pagherebbero tasse ed è intuibile che l’introduzione di una norma di questo tipo peraltro molto contestata, comporterebbe l’esigenza di reperire risorse ingenti al momento non disponibili, tanto da generare una spaccatura in seno alla maggioranza di governo.

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