Friday October 31st 2014
Pubblicato il: lunedì, luglio 22nd, 2013

Riforma pensioni 2013 governo Letta: parere Renzi su proposta Damiano, Giovannini e lavoratori precoci, età prepensionamento Legge Fornero

Riforma-pensioni-2013-governo-Letta-parere-Renzi-su-proposta-Damiano-Giovannini-e-lavoratori-precoci-età-prepensionamento-Legge-ForneroMatteo Renzi che di recente sta sfoderando tutta la sua contrarietà al governo Letta, probabilmente aspirando a diventare il suo successore, nonostante neghi tale ambizione, ha avuto anche da dire sulle riforme che il governo sta cercando di realizzare. Partendo da quella delle pensioni che si sa è ancora in fase di studio presso l’adeguata commissione e che da settembre vedrà il suo accentramento.

Ma gran parte degli esponenti del PD hanno già una posizione presa sul concetto di flessibilità, cioè su quel concetto che prevede la possibilità di pre pensionamento con perdite economiche sull’assegno pensionistico che avverrà gradatamente e mensilmente.

Su tale punto, Matteo Renzi dichiara che la flessibilità è da pensare anche in uscita e che potrebbe introdursi una patrimoniale per gli assegni medio – alti. Renzi è anche dell’opinione che se si vuole mettere a ko la disoccupazione il governo deve procedere a ridurre la sua concertazione. Anche Mario Monti, ex premier, non è convinto su quanto propone Cesare Damiano, presidente della commissione Lavoro della Camera dei deputati, Cesare Damiano. Monti infatti chiarisce che “È una controriforma che farebbe tornare indietro il paese”.

La proposta Damiano prevede che coloro che andranno in pensione a 62 anni subiranno una riduzione dell’8%; a 63 anni quella del 6%, a 64 anni del 4%, mentre a 65 anni si applicherà una riduzione del 2%. Dopo i 66 anni son previsti degli incentivi: a 67 anni +2%, a 68 anni +4%, a 69 anni + 6% e a 70 anni +8%. Innovazioni ci sarebbero anche per i cd. quota 96 cioè per quei soggetti del comparto scolastico che hanno raggiunto il 61esimo anno di età e pur avendo i requisiti non sono andati in pensione per gli sbarramenti posti dalla legge Fornero che non ha tenuto conto che per questo settore bisogna tener presente che lavora per anno scolastico e non anno solare come le categorie dei lavoratori. La proposta Damiano prevede di anticipare il tempo di raggiungimento dei requisiti al 31 agosto 2012, cioè secondo anno scolastico e non solare.

In buona sostanza ciò che ha portato nel 2011 ad approvare l’attuale legge pensionistica, si sta verificando adesso, con proposte, magari erronee, dettate in nome della dignità dei lavoratori, dell’equità, della solidarietà tra le generazioni. In fin dei conti secondo i medesimi principi che hanno ispirato la riforma Amato del 92, la riforma Dini che ha introdotto il metodo contributivo e l’istituzione di un fondo dei lavoratori parasubordinati, l’abolizione del gradone di Maroni.

“La filosofia è fatta dai numeri”, diceva A. Einstein.

I demagoghi fanno discendere tutto dai principi astratti che attirano chi nella difficoltà spera sempre vi sia un fascio di luce di salvezza. Il problema rimane il reperimento dei fondi, anche se nella proposta Damiano è prevista l’erogazione di incentivi per chi tarda ad andare in pensione e di disincentivi per chi intende anticiparla. La manovra ha difficoltà di applicazione perché: circa i tre quarti delle pensioni sono inferiori a 1.000 euro e nuovi tagli affamerebbero i lavoratori più deboli; gli effetti sarebbero devastanti perché le pensioni erogate seguirebbero il sistema contributivo, dunque rendimento basso; nella formula proposta della flessibilità c’è un elemento negletto rappresentato dalla scelta spesso non libera ma indotta.

Ma, un incallito professore universitario, un illuminato magistrato, un esperto burocrate, un umile insegnante potrebbero andare in pensione a 70 anni con l’incentivo sulla propria pensione. Un lavoratore agricolo, un muratore, un autista, un operaio con qualsiasi specializzazione, ben difficilmente riuscirebbe ad arrivare a 70 anni e se volessero anticipare riceverebbero una decurtazione della pensione già bassa. L’effetto tecnico sarebbe quello di penalizzare chi già lo è con la riforma pensionistica. L’Inps sarà certamente un bersaglio per contenziosi e chiarimenti in merito all’atteggiamento dell’inps.

il sistema andrebbe ridisegnato per conferirgli una coerenza complessiva e una maggiore trasparenza.

La semplificazione e la leggibilità del sistema sono necessari per la comprensione e l’accesso ai lavoratori.

One Comment for “Riforma pensioni 2013 governo Letta: parere Renzi su proposta Damiano, Giovannini e lavoratori precoci, età prepensionamento Legge Fornero”

  • Giovanni scrive:

    L’obiettivo di fondo è sempre lo stesso e cioè penalizzare i lavoratori che faticano a portare a casa quel misero stipendio e decurtare le loro ancora più misere pensioni. Caro Damiano, così non va bene. Come si fa a dare un incentivo a restare al lavoro a coloro che non se ne vogliono andare neppure prendendoli a calci nel sedere. Se andiamo ad esaminare la platea di costoro, almeno stando alla mia esperienza, costoro sono persone che svolgono una professione gratificante e poco stressante e percepiscono già uno stipendio alto. Mi sembra tanto, questa proposta, una specie di legge di Robin Hood alla rovescia: Rubare ai poveri per dare ai ricchi


Leave a Comment

What is 3 + 3 ?
Please leave these two fields as-is:
IMPORTANT! To be able to proceed, you need to solve the following simple math (so we know that you are a human) :-)