Sunday October 26th 2014
Pubblicato il: mercoledì, luglio 3rd, 2013

Riforma pensioni Giovannini governo Letta 2013: proposta Damiano su legge Fornero, esodati, quota 96 e forze di polizia

Il ministro del Welfare Enrico Giovannini ha annunciato che la discussione sull’introduzione di possibili modifiche alla Legge Fornero sulle pensioni inizierà il prossimo settembre quando il governo Letta si metterà al tavolo per stabilire le linee guida della Legge di Stabilità 2013-2014, l’ex legge finanziaria.

Secondo Giovannini sarà possibile effettuare degli aggiustamenti in ambito pensionistico se si metteranno contemporaneamente in campo misure in grado di far ripartire l’economia che di conseguenza significa poter aumentare le risorse disponibili per investimenti e spese.

Tuttavia per l’affidatario del dicastero del Welfare non si tratterà di una vera e propria controriforma, in quanto “non si può mettere a rischio il sistema pensionistico nel suo insieme”, ma “c’è la possibilità di modificare l’attuale sistema pensionistico in modo da avere un anticipo dell’andata in pensione con una penalizzazione”.Riforma pensioni Giovannini governo Letta 2013: proposta Damiano su legge Fornero, esodati, quota 96 e forze di polizia

Dunque la parola d’ordine è flessibilità in uscita dal mondo del lavoro, in accordo con quanto proposto dal presidente della Commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano. Damiano che a tal proposito ha dichiarato: “Abbiamo incardinato la discussione sulle diverse proposte nei lavori della Commissione. Le proposte degli altri par­titi si muovono nella stessa direzione, pur non essendo identiche. L’auspicio è che si possano unificare le proposte alla Camera e convergere con il Senato”.

Per quanto riguarda i tempi, l’esponente del Partito Democratico afferma che si sta lavorando “in sintonia con la scadenza di settembre indicata dal Governo, ma non bisogna andare oltre questa data”.

Ricordiamo che lo schema ipotizzato da Damiano prevede che l’età base per andare in pensione sia 66 anni con 35 anni minimo di contributi. Tuttavia ci si potrà ritirare dalla scena lavorativa anche prima (con una decurtazione dell’assegno mensile pari al 2% per ogni anno di anticipo) o dopo questa soglia (con un incremento della pensione mensile del 2% per ogni anno di ritardo): infatti la fascia d’età pensionabile sarà compresa tra i 62 e i 70 anni.

Ma molto probabilmente i primi ad essere interessati dai provvedimenti del governo saranno gli esodati, almeno stando a quanto dichiarato a più riprese dal Presidente del Consiglio Letta: è già allo studio una quarta salvaguardia per quanti ancora non percepiscono né pensione, né reddito da lavoro.

In secondo luogo sarà affrontata la posizione dei dipendenti forze di polizia, della difesa e della scuola per cui da più parti si invocano interventi che tengano conto delle particolari peculiarità di questi lavoratori. Per il comparto scolastico esiste il problema della quota 96, ossia di coloro che non sono potuti andare in pensione a causa delle storture della riforma Fornero.

Per reperire i fondi necessari a tutti questi provvedimenti sono diverse le ipotesi in campo, ma da più parti si parla con insistenza di un taglio delle circa 700 mila pensioni al di spora dei 3 mila euro lordi mensili che garantirebbe una copertura finanziaria cospicua.

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