Sunday December 21st 2014
Pubblicato il: venerdì, giugno 28th, 2013

Riforma pensioni Giovannini governo Letta: a settembre modifiche Legge Fornero, esodati, lavoratori precoci e quota 96

Dopo le tante voci delle scorse settimane, adesso è arrivata la conferma direttamente dal ministro del Lavoro Enrico Giovannini: la riforma delle pensioni si farà ed è stata fissata anche una tempistica precisa.

“A settembre, anche in occasione della Legge di stabilità, proporremo modifiche alla Legge Fornero”, queste le parole pronunciate oggi da Giovannini durante un’intervista alla televisione di Repubblica.

Il ministro ha precisato che la “fase di slittamento tra il vecchio e il nuovo sistema é stata semplicemente accantonata in questo momento”. Momento non proprio felice per le casse dello Stato con il Governo Letta impegnato in altre questioni come il reperimento di risorse necessario per scongiurare definitivamente l’aumento dell’Iva dal 21 al 22%, per eliminare l’Imu almeno sulla prima casa e per incentivare l’occupazione giovanile.Riforma pensioni Giovannini governo Letta: a settembre modifiche Legge Fornero, esodati, lavoratori precoci e quota 96

Giovannini ha poi rimarcato che allo studio dell’esecutivo vi sono varie ipotesi, tra cui la proposta Damiano in discussione alla Commissione Lavoro della Camera e ha annunciato che potrebbero essere rivisti sia i criteri di uscita dal mondo del lavoro che l’età pensionabile introdotti dalla riforma Fornero.

Naturalmente il criterio ispiratore delle modifiche sarà una maggiore flessibilità per quanto concerne l’età in cui si potrà andare in pensione attraverso un meccanismo di bonus e malus, a seconda che si voglia rispettivamente posticipare o anticipare l’uscita dal mondo del lavoro.

Secondo il ministro del Welfare per apportare le correzioni sopra citate bisognerà comunque tener in debito conto la tenuta economica delle misure proposte, oltre che incentivare la ripresa economica senza la quale non si avrebbero i soldi indispensabili per un riassetto del comparto pensionistico.

Il prossimo settembre l’agenda del governo Letta avrà come primo punto il problema esodati: si parla di almeno 55 mila persone che non lavorano più ma non percepiscono alcuna pensione a causa della riforma Fornero. Innanzitutto bisognerà fare chiarezza su quando potranno percepire un assegno pensionistico e se per farlo dovranno versare del denaro.

Le altre persone interessate alla nuova riforma delle pensioni sono i lavoratori precoci. Sull’argomento è intervenuto Alberto Brambilla, ex sottosegretario al Welfare dal 2001 al 2005 ed esperto di previdenza: “Non esiste un paese tra i 27 dell’UE in cui si chiedano, per andare in pensione, 45 anni di anzianità contributiva. Un conto, infatti, è indicizzare le pensioni alla speranza di vita; altra, è indicizzare all’aspettativa di vita persino l’anzianità contributiva”.

Per Brambilla un intervento sui lavoratori precoci non metterebbe a repentaglio la sostenibilità del sistema pensioni, trattandosi di una categoria di persone limitata nel numero, e per di più introdurrebbe un requisito di equità e giustizia.

Infine previste modifiche per consentire di andare in pensione ai quota 96 del settore scuola, ossia coloro che, pur avendo 61 anni di età e 35 di contributi per la peculiarità dell’anno scolastico che termina ad agosto, non hanno potuto abbandonare il posto di lavoro.

In questo caso i fondi saranno probabilmente reperiti da un incremento delle accise sui carburanti e da una tassa una tantum sulle pensioni che superano i 3 mila euro mensili lordi, almeno stando alle proposte provenienti dal Parlamento.

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