Friday October 31st 2014
Pubblicato il: mercoledì, giugno 19th, 2013

Riforma pensioni Giovannini governo Letta: le proposte di modifica alla legge Fornero e esodati

L’eventuale riforma delle pensioni del Governo Letta, che andrebbe a modificare la tanto contestata legge Fornero, è ancoro sotto la lente d’ingrandimento dell’opinione pubblica. E d’altronde il riassetto del sistema pensionistico coinvolgendo un gran numero di persone non può che destare l’interesse dei media e l’attenzione del ministro del Welfare Giovannini.

Sul campo poi ci sono questioni spinose come quella dei numerosi esodati (secondo le stime della Ragioneria dello Stato si parla di circa 300 mila persone) che sono ancora in attesa di una risposta concreta al loro fortissimo disagio.

Prima però l’esecutivo Letta dovrà affrontare alcune voci del Decreto del Fare, approvato pochi giorni fa dal Consiglio dei Ministri, e le complicate questione dell’aumento dell’Iva e dell’annullamento dell’Imu almeno sulla prima casa.

Subito dopo, secondo le parole pronunciate dal senatore del Pd Giorgio Santini, il Governo affronterà la vicenda degli esodati che non è stata ancora risolta completamRiforma pensioni Giovannini governo Letta: le proposte di modifica alla legge Fornero e esodatiente e a cui va posto rimedio al più presto. Esodati che sono stati abbandonati al proprio destino, senza un lavoro e nemmeno un assegno pensionistico e che attendono delucidazioni.

Dunque sicuramente prima dell’autunno non ci saranno novità a meno di una improvvisa accelerata sul tema; solo in seguito saranno discussi i cambiamenti alla riforma Fornero delle pensioni. Cambiamenti che dovrebbero vertere essenzialmente su un incremento della flessibilità in uscita dal mondo del lavoro.

E’ infatti in questa direzione che vanno le proposte messe a punto dal Presidente della commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano: la fascia d’età per andare in pensione sarà compresa tra i 62 e i 70 anni con almeno 35 anni di contributi; chi deciderà di abbandonare il mondo del lavoro a 66 anni non avrà né bonus né malus.

Per ogni anno dai 65 anni a scendere fino ai 62 anni si avrà una riduzione pari al 2%, mentre al contrario si avrà un incentivo pari al 2% annuo a partire dai 67 anni fino alla soglia massima dei 70 anni.

Una pesante critica alla riforma Fornero viene dal consueto ‘Rapporto sullo Stato sociale 2013′ redatto della facoltà di Economia de La Sapienza: ”E’ stato valutato che il forte aumento dell’età di pensionamento deciso nel dicembre 2011, aumentando il costo del lavoro e riducendo la produttività, inciderà negativamente sul tasso di disoccupazione, aumentandolo di circa un punto percentuale. D’altra parte il minor numero di pensionamenti provocati già nel 2012 dagli slittamenti dell’età di pensionamento decisi dal precedente governo ha già contribuito al contestuale aumento della disoccupazione giovanile oramai proiettato verso il 40%”.

One Comment for “Riforma pensioni Giovannini governo Letta: le proposte di modifica alla legge Fornero e esodati”

  • SACCO DI NOCI scrive:

    Resta sempre valido in pensione: SOLO CHI HA 35 ANNI DI CONTRIBUTI REALI NO CASSAINT./MALATTIA/MATERNITA’etc.da subito molti non andrebbero in pensione non avendo lavorato ,VERAMENTE,in aggiunta piccolo contributo in percentuale di solidariatà dalle baby-pensioni e pensioni d’oro ,casta compresa con le stesse regole. Questo è buonsenso e giustizia tutto il resto e’ solo demagogia e bla bla ke sckifo!


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