Thursday April 24th 2014
Pubblicato il: martedì, gennaio 29th, 2013

Sondaggi elettorali elezioni Regionali Lombardia 2013: ultime intenzioni di voto Maroni in leggerissimo vantaggio su Ambrosoli

I recenti esiti dei sondaggi pubblicati da Scenari Politici, danno Roberto Maroni e Umberto Ambrosoli a distanza ravvicinatissima: solo 1,5% attestando  Maroni il 41,5% e ad Ambrosoli il 40%. Silvana Carcano, candidata per il M5S, avrebbe solo il 7% delle preferenze, ponendosi avanti al candidato di centro Gabriele Albertini che non raccoglierebbe oltre il 6% dei consensi tra gli elettori. A ben vedere, questi risultati si pongono tra quelli pubblicati da Ipsos e Ispo solo sette giorni fa circa, quando secondo il primo istituto di ricerca Ambrosoli era al 39,8% e il secondo a Maroni il 40,7%. Non tanto diverso quello che attestavano per Silvana Carcano, data all’8,4% da Ipsos e al 9,8% da Ispo, e Gabriele Albertini, che per Ipsos era all’8,5% e Ispo al 10,6%. In Lombardia sono in tutto sette i candidati alla sedia di Governatore: Ambrosoli, Maroni, Albertini, Carcano, Pinardi, Cappato e Di Nunzio, per cui in questi giorni in ogni dove di Milano vi sono manifesti e pubblicità a favore di ogni candidato vicino al cui viso c’è lo slogan che racchiude il proprio progetto politico. Certo è che, oramai, a poche settimane dall’andata alle urne, il fervore della campagna elettorale entra nel vivo ed è più che certo che i temi su cui si fonderanno le ultime battute saranno basati quasi certamente sulle problematiche del lavoro e dell’occupazione. Anche in rete, ogni candidato ha il suo sito e la sua home page. Per semplice curiosità vi riportiamo quella di alcuni politici:

- la home page di Umberto Ambrosoli: cliccando appare subito un’immagine  della regione lombarda all’interno della quale sono inserite le parole “moralità, lavoro ed Europa”;

- la home page di Roberto Maroni: non è uno solo, ma più poster per pubblicizzare il proprio pensiero e tra i tanti ce n’è uno dove è riportato “La mia Lombardia dà più lavoro ai giovani”;

- la home page di Gabriele Albertini: nel suo programma alla lettere O corrisponde occupazione e impresa;

- la home page di Silvana Carcano: se si clicca su “sviluppo ed economia” si può leggere tutto quello che la candidata dei grillini attuerebbe in caso di vittoria per il Lavoro e che semplifica in 11 punti.

Ovviamente queste problematiche saranno sempre trattate da tutti coloro che si sfidano per la presidenza della regione e per l’elezione delle nazionali, ma la speranza degli elettori è che, chiunque esca come vittorioso da questa tornata elettorale, attui fedelmente quanto propagandato in campagna elettorale.

Ventidue liste a Milano per 7 candidati presidenti. Alle 12 di oggi si è ufficialmente chiusa la fase “preliminare” per le prossime elezioni regionali, in programma il prossimo 24/25 febbraio. Presentati oggi anche le candidature del radicale Marco Cappato e del leghista Roberto Maroni (sostenuto da 9 liste). Ieri avevano depositato i documenti Umberto Ambrosoli (che a sostegno ha 7 liste), Silvana Carcano (Movimento 5 Stelle), Carlo Maria Pinardi (Fermare il declino), l’ex sindaco di Milano Gabriele Albertini (due liste a supporto) e Marco Di Nunzio, uomo del Movimento Bunga Bunga, come candidati Governatori.

IL CASO RADICALI - Nonostante abbia presentato in Corte d’Appello a Milano la lista Amnistia, giustizia e libertà e la candidatura alla presidenza di Marco Cappato il Partito radicale non ha raccolto il numero sufficiente di firme per correre alle elezioni regionali. Lo hanno spiegato alcuni esponenti radicali presenti a Palazzo di giustizia, che si preparano a fare ricorso per chiedere l’ammissione della lista. “Presenteremo una domanda di ammissione – ha spiegato il radicale Lorenzo Lipparini - contestando la legge regionale che ha esentato dalla raccolta firme le forze politiche come Centro popolare lombardo o Fratelli d’Italia che hanno creato all’ultimo momento nuovi gruppi consiliari, penalizzando movimenti come il nostro”.

È diventata la sfida dei numeri, quella per la Lombardia. Due cifre contrapposte, che rappresentano le parole d’ordine di centrodestra e centrosinistra. Perché, ormai, al tormentone di Roberto Maroni del 75 per cento di tasse da trattenere in regione, Umberto Ambrosoli ha deciso di ribattere con un’altra percentuale: «Il nostro obiettivo è aumentare il tasso di occupazione dal 65 al 70 per cento. Lavoro, crescita e sviluppo sono le priorità», ha detto il candidato presidente davanti ai sindacalisti della Cgil riuniti a Bergamo per il loro attivo regionale. Al suo fianco, il segretario generale Susanna Camusso che rilancia: «Con Ambrosoli possiamo voltare pagina, creare discontinuità e cambiamento, che per noi significano lavoro e dignità». Per la Lega, arriva la frecciata: «Di demagogia con il fai da te del Nord non ne possiamo più».

Cinque punti percentuali in più, ovvero almeno 300mila nuovi posti di lavoro. Da creare con un pacchetto di proposte contenute nel programma della coalizione, che verrà siglato oggi. A partire dall’idea del “fondo per lo sviluppo” ribadita da Ambrosoli e presa di mira da Roberto Formigoni: «Straparla. Già oggi la Lombardia investe nello sviluppo», è la reazione del Celeste. Lo stesso avvocato replica: «Formigoni si è occupato di sviluppo? 2007-2011: disoccupazione più 3,3 per cento, disoccupazione lunga più 11,2 punti, Pil pro capite meno 4,7 per cento».

 

Quel fondo, invece, è una delle «tre cose che mi impegno a realizzare», spiega.  Sondaggi-elettorali-elezioni-Regionali-Lombardia-2013-ultime-intenzioni-di-voto-Maroni-in-leggerissimo-vantaggio-su-AmbrosoliNell’agenda entrano anche «i fondi europei che devono essere impiegati su pochi settori realmente produttivi» e «un nuovo approccio alla salute».

E se Roberto Maroni continua a polemizzare («tutta la sinistrachic contro la mia proposta di tenere in Lombardia le tasse pagate dai lombardi», dice via Twitter), il segretario lombardo del Carroccio, Matteo Salvini, punta dritto alla questione: «Lavoro, c’è chi parla e c’è chi fa. Voteremo contro qualsiasi centro commerciale», che toglierebbe stipendi. Nello scontro, irrompe Gabriele Albertini: «Dopo Pierluigi Bersani, è Susanna Camusso a fargli da baby sitter. Sono curioso di vedere cosa proporrà Ambrosoli in materia di riforma del mercato del lavoro». Il segretario regionale del Pd, Maurizio Martina, insiste sul bisogno per la Lombardia di «economia reale» e non di «propaganda spiccia di Maroni e del Pdl» e propone «il rafforzamento dell’apprendistato e dei contratti parttime».

È una media, quel 70 per cento destinato a diventare il mantra del centrosinistra. Insieme alla sanità e ai trasporti finirà sulla nuova serie di manifesti di Ambrosoli (tra cui uno con lo slogan: «Il pranzo di nozze di Pdl e Lega non devono pagarlo i lombardi», che rimanda allo scandalo dei rimborsi spese al Pirellone). Perché l’occupazione maschile è al 73 per cento e quella femminile al 56. Ed è proprio sul lavoro delle donne, che punta Ambrosoli: «Creando servizi di nuova assistenza, dagli asili nido agli anziani, liberando il tempo delle donne e assicurando trasporti pubblici puntuali e affidabili», la ricetta. Anche perché «le imprese guidate da donne sono meno soggette a corruzione».

Roberto Maroni Leader della coalizione di centrodestra in Lombardia ha rilasciato le seguenti dichiarazioni sulla campagna elettorale in corso: “Sono favorevole al confronto delle idee e delle proposte ma non degli insulti. Finora ho ricevuto da questi signori solo insulti e insinuazioni, come quelle di Vendola, che mi fanno orrore. E non ho intenzione di abbassarmi al loro livello. Fugge dal confronto, perché non sa cosa dire, oltre a ripetere che il 75 per cento delle tasse resterà al Nord.  Il progetto a cui credo è di mettere insieme le forze sane lombarde per creare una formazione politica che vada oltre le forze politiche di adesso. Queste elezioni possono essere un’occasione per lanciare una nuova fase politica non solo a livello regionale, ma macro-regionale e anche nazionale. Io sono il garante e vi do la parola che sarò governatore di tutta la coalizione e terrò conto di tutte le componenti. La lista civica la metto sempre al primo posto nella coalizione pur essendo il segretario pro tempore di un partito. Prima di tutte viene la lista civica per due motivi per riconoscimento nei vostri confronti e soprattutto perché’ voglio continuare questa esperienza anche dopo le elezioni. Lascerei al 35mo piano qualcun altro. Lombardia in testa, piedi per terra.  Perdere il contatto con la realtà è fatale per chi deve prendere decisioni. moratoria sulla costruzione di nuovi centri commerciali. Facciamo una fotografia dell’esistente, vediamo cosa c’è e nel frattempo facciamo la moratoria prima di rilasciare altre licenze per grandi centri che ammazzano i piccoli negozi. Giusto equilibrio. Non bisogna penalizzare i piccoli negozi, i negozi di vicinato e quelli dei centri delle città perché’ svolgono un ruolo sociale. Bisogna, però, anche fare in modo che i cittadini abbiamo modo di fare la spesa quando vogliono. Il giusto equilibrio si ottiene incontrando, parlando, discutendo con gli uni e con gli altri”.

Ambrosoli leader della coalizione di centrosinistra ha detto le seguenti parole durante la trasmissione Agorà su Rai Tre “Non sono d’accordo su tutti i punti con tutti i soggetti che animano l’ampia coalizione di cui sono a capo nella regione Lombardia, ma so che nel dialogo riusciamo a trovare una soluzione che vada bene a tutti. Questo è ciò che dobbiamo pensare essere necessario per il Paese interno, anche con Monti. I problemi sono tali e tanti che dobbiamo comportarci in termini di grande coalizione: dialogo e grande partecipazione. Trovo particolare che si arrivi a immaginare che non debba esistere il dialogo con quella parte più massimalista con la quale non si è d’accordo. Mi riferisco alle dichiarazioni di Monti di qualche tempo fa. La frase di Berlusconi su Mussolini è tutta studiata. E’ una frase che mira a coinvolgere un determinato elettorato  il che significa che, secondo Silvio Berlusconi, ancora oggi in Italia un’affermazione di quel genere porta consenso”.

 

 

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